Tra le giurisdizioni asiatiche tra le più interessanti per quanto riguarda la flessibilità dell’ordinamento giuridico e della tassazione, non possiamo non citare Singapore quale paradiso fiscale d’eccellenza nell’Oriente: proprio in virtù dei notevoli vantaggi accordati agli imprenditori, la giurisdizione è stata per anni ritenuta un centro sfruttato ampiamente per l’evasione fiscale. Dopo aver deciso di aderire agli standard OCSE in materia di scambio di informazioni, tuttavia, il paese è stato depennato dalla lista degli stati non cooperativi, la famosa black list italiana, con conseguenze positive per questa giurisdizione a fiscalità privilegiata che, in questo modo, rientra nei cosiddetti paradisi fiscali in white list, con i quali è più facile intrattenere rapporti di lavoro.
Le novità fiscali introdotte dalla città-stato hanno infatti cambiato le prassi adottate nella nazione asiatica per quanto riguarda l’assistenza amministrativa in materia fiscale, con un netto cambio di indirizzo politico rispetto agli anni in cui Singapore era stata contemplata tra le giurisdizioni alle quali applicare lo scudo fiscale per favorire l’emersione di capitali ed asset detenuti all’estero. Nonostante il cambio di politica, però, Singapore resta un paradiso fiscale per una serie di ragioni particolarmente interessanti, soprattutto per quegli imprenditori che siano alla ricerca di un luogo in cui domiciliare strutture societarie per l’ottimizzazione fiscale o anche per riuscire ad ottenere benefici relativamente alla privacy, grazie alla presenza di normative ad hoc.

Avendo adottato un ordinamento giuridico aderente al modello del common law, infatti, la città-stato permette la costituzione anche di comodi trust, i quali permettono di approfittare di una maggior tutela della propria privacy relativamente all’intestazione di immobili o di altri asset, come del resto, anche per approfittare dell’intestazione di conti bancari offshore per persone o società.
Questa giurisdizione consente anche di approfittare di una serie di vantaggi derivanti da un sistema fiscale molto semplice da comprendere ed efficiente per l’applicazione delle regole, considerando come lo stesso proponga delle aliquote particolarmente vantaggiose che determinano una fiscalità molto moderata se confrontata con quella di tanti altri paesi del mondo.

Approfittando anche del fatto che il paese asiatico non rientra più tra quelli inseriti nella black list, è pure molto più facile contare sugli efficienti servizi dell’industria finanziaria della città-stato, avendo a disposizione un importante appoggio per la gestione delle proprie transazioni in Oriente, all’interno di una giurisdizione stabile, contraddistinta da un’ottima reputazione.

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