Si sente spesso parlare, e talvolta anche in modo molto sommario e denigratorio, della costituzione di società in giurisdizioni estranee rispetto alla propria di residenza, o ancora, di depositi bancari che si trovano in altri paesi, che danno un significato all’offshore ben differente da quello reale.
Spesso si associa ad offshore il significato di attività poco limpida e chiara, al di fuori di ogni regola, addirittura talvolta che deve essere necessariamente sinonimo di qualche cosa di disonesto, anche a causa della confusione che regna sul termine offshore e la sua definizione corretta.

Partiamo dal principio che, attraverso questo termine, non si intende – almeno tra i professionisti e coloro i quali conoscano almeno in parte il settore – assolutamente indicare alcunché di illecito, bensì, ci si riferisce semplicemente a un conto, una società o altro strumento per fare business che semplicemente non si trovi nello stesso stato in cui si svolge abitualmente la propria attività.
Offshore, infatti, significa semplicemente “al largo”, e per trasposizione nel campo degli affari, “al di fuori della giurisdizione in cui si sviluppa il proprio business in modo abituale”: è chiaro che la connotazione negativa del fenomeno è dovuta all’interpretazione errata data spesso dai media.

Non c’è alcunché di male ad essere proprietario di una società offshore, se la stessa venisse utilizzata per una corretta pianificazione fiscale, anche se talora dei “professionisti” finiscono per sfruttare questi strumenti legali in maniera completamente sbagliata, creando i presupposti per reati.

che cos'è l'offshore

Detto questo, potremmo quindi considerare come per qualunque asset o attività offshore la definizione corretta sia semplicemente quella di risorsa che si trova in un altro stato, per svariati motivi, come la maggior stabilità politica, o ancora, un regime normativo più favorevole.
Da una parte, la scarsa professionalità o la malafede di chi ha utilizzato società offshore o altri strumenti simili per il compimento di reati, e dall’altra, un approccio diffidente nei confronti di ciò che non è sempre “ordinario”, hanno contribuito a dare all’offshore un significato distorto.
Nessun professionista serio, infatti, darebbe mai al significato di offshore quell’accezione negativa, giacché si preoccuperebbe di indicare come illecita la condotta di chi, attraverso soluzioni presenti in ordinamenti più liberali, decida di sottrarsi ai suoi obblighi legali nel paese in cui vive.

Risiedendo in un paese dove la terzietà dello stato non è sempre garantita, infatti, spesso è indispensabile ricorrere all’uso di strumenti di altre giurisdizioni per tutelare i propri diritti: ma questa scelta, non può dare di principio all’offshore il significato di attività illegale.
Se poi le società in giurisdizioni più competitive sono scelte nel pieno rispetto delle normative, con la consulenza di professionisti che conoscono modi leciti per ottimizzare i propri business, è chiaro che non si possa dare tout court una connotazione sprezzante al significato di offshore.
Se volete dare ad offshore una definizione che sia in linea con la reale natura del fenomeno, non limitatevi a considerare solo le notizie date la stampa: spesso riportano soltanto episodi in cui questi strumenti sono utilizzati nella maniera scorretta.