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Paradisi fiscali in Europa: il ruolo centrale della Svizzera

La Svizzera, uno dei più famosi paradisi fiscali in Europa, è stata recentemente protagonista della stipulazione di un accordo con Regno Unito che ha come obiettivo mantenere inalterate, per il futuro, le condizioni economiche e commerciali tra i due Paesi.


Il patto interesserà le imprese europee e le loro attività già da marzo 2019, mese in cui si verificherà l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. In seguito alla Brexit, la Svizzera assumerà un ruolo centrale e strategico nel mercato europeo e in quello britannico come porta di ingresso per gli imprenditori che vorranno svolgere la loro attività da e verso il Regno Unito. In questo modo, la notorietà che la confederazione svizzera acquisirà, per una volta, non sarà dovuta prettamente ai suoi regimi fiscali vantaggiosi.
L’accordo si basa su tre obiettivi in particolare. Il primo, e forse quello più importante, è mantenere invariati i rapporti tra Svizzera e Regno Unito anche in seguito alla Brexit.
Il secondo obiettivo è fare in modo che la Svizzera acquisisca un ruolo da intermediario economico, finanziario e commerciale tra il mercato europeo e quello inglese.
L’ultimo riguarda invece la modalità di attuazione e che il tutto avvenga di concerto con le Cancellerie europee.
Tra i paradisi fiscali in Europa, la Svizzera è già uno dei più vantaggiosi, ma questo accordo permetterà al suo appeal di salire maggiormente. Con un profilo flessibile e aperto all’economia globale, essa rappresenterà un canale sicuro e dai costi contenuti per molte imprese.
Il 29 marzo si avvicina, e con lui il periodo di transizione. Se durante questa fase tutto si svolgerà secondo i programmi, gli accordi bilaterali tra Svizzera e Unione Europea potranno continuare ad essere applicati anche al Regno Unito. L’accordo rappresenterà la base per disciplinare le relazioni commerciali ed economiche tra i Paesi dopo questo periodo di transizione e fino alla definizione dei nuovi accordi commerciali.
Bisogna però considerare la probabilità che si verifichi il no-deal, ovvero la situazione in cui non si raggiungano comuni accordi commerciali tra Europa e Regno Unito. In questo caso non ci sarà alcun periodo di transizione ma l’intesa permetterà comunque di mantenere la maggior parte delle regole commerciali sui quali si basano le relazioni tra Svizzera e Uk senza alterazioni. In questo modo, salva l’approvazione delle commissioni parlamentari competenti, l’accordo potrà essere firmato e applicato a partire dal giorno in cui sarà ufficiale la Brexit.
Per comprendere l’importanza del patto stipulato tra i due Stati basta pensare che nel 2017 il mercato britannico occupava il sesto posto nella classifica dei principali Paesi per le esportazioni svizzere e l’ottavo per le importazioni. Dunque, nel caso di mantenimento delle condizioni previste dall’intesa, un gran numero di aziende considererà la Svizzera come canale principale per la fruizione di beni e servizi britannici, trasformandola in un vero e proprio hub commerciale.

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