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Paradisi fiscali per pensionati: cosa sapere

Portogallo, Cipro e Marocco sono solo alcuni dei più famosi tra i paradisi fiscali scelti dai nostri connazionali in pensione per trascorrere un piacevole e meritato “buen retiro”.

Rifugiarsi in Paesi con più sole e meno tasse è una moda che da anni dilaga tra gli italiani senior. Secondo i dati Inps del 2018 sono 400.000 le persone in 160 Paesi a cui sono state pagate le pensioni all’estero, per un totale di un miliardo di euro.
Questa è una tendenza diffusa ma non priva di rischi dal punto di vista fiscale. Una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Genova ha infatti stabilito che la pensione percepita da un contribuente residente in Francia dovesse essere tassata in Italia.

Quello che ci si chiede è quindi: come fare per evitare problemi con il fisco? Cerchiamo di fare chiarezza.
Per iniziare, se il pensionato che si trasferisce all’estero mantiene la residenza in Italia non ha diritto ad alcuna agevolazione.
Chi è veramente intenzionato a lasciare la residenza fiscale italiana deve cancellarsi dall’Anagrafe Residenti Italiani e iscriversi all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero. Inoltre è essenziale che soggiorni nel nostro Paese meno di 183 giorni e non mantenga in patria nessun immobile o rapporti con intermediari finanziari, ma nemmeno lo stesso conto corrente su cui è accreditata la pensione.
Il pensionato deve dimostrare in sostanza di essersi fatto una nuova vita, non solo finanziaria, ma anche emotiva e sociale, di aver ricostruito i propri legami personali in uno dei paradisi fiscali esteri, ad esempio richiedendone il passaporto, iscrivendosi ad associazioni, possedendo immobili o auto immatricolate nella nuova “casa”.
Nello scegliere il Paese estero di residenza è importante accertarsi che esso abbia stipulato con lo Stato italiano una convenzione contro le doppie imposizioni che deve prevedere la tassazione esclusiva nel Paese della residenza.
È fondamentale considerare che alcune convenzioni prevedono il diritto dell’Italia a tassare quelle pensioni “pagate in applicazione della legislazione sulla sicurezza sociale”.
È bene sapere che qualora lo Stato estero, questo è il caso del Portogallo, preveda particolari regimi agevolati che rendono possibile l’esenzione totale dei redditi di fonte estera, lo Stato italiano potrebbe contestare l’applicabilità della convenzione contro le doppie imposizioni.

Se volete ricevere maggiori informazioni rispetto ai paradisi fiscali più convenienti dove trasferirvi dopo la pensione, non esitate a contattare i nostri esperti.